sabato, maggio 19, 2007

L'altro vincitore


Cari Bloggers,

la tornata elettorale appena trascorsa ha segnato uno spartiacque nella storia mirabellese.

A risultato acquisito, si fanno le prime analisi e spiegazioni del voto.

Chi vince, ha raggiunto la vittoria grazie all'intelligenza, all'orgoglio, all'onestà dei propri elettori.

Chi perde, si cosparga il capo di cenere e reciti un sommesso "mea culpa".

Così è sempre stato, indipendentemente dagli schieramenti, e questa interpretazione è sufficiente a chi farà la fila per salire sul carro del vincitore.

Chi va oltre le apparenze, sa che a Mirabella Imbaccari si è appena consumata una partita che sa poco di politica locale e tanto di poker e Risiko.

La sfida tra Enzo Marchingiglio e Filippo Rasà è stata ben presto messo in ombra dalla sfida tra i due big: Marco Falcone e Raffaele Lombardo.

Qui non si sono scontrate due ideologie, due programmi, due storie, ma due uomini con le loro rispettive ambizioni e obiettivi che vanno ben oltre la realtà mirabellese.

Raffaele Lombardo: crediamo veramente che un politico così potente e navigato abbia investito così tanto tempo e risorse solo per aiutare Filippo Rasà, nel nome dell'amicizia, della stima e della fratellanza?

Nella mossa del Presidente della Provincia di Catania si intravedono in realtà due spiegazioni:
la prima e forse la più ovvia, è quella di frenare le ambizioni di Marco Falcone, reo di aver voluto piantare troppe bandierine nel Risiko del Calatino. La seconda, che pochi hanno capito o fatto finta di non capire, è un progetto politico a medio-lungo termine, che vedrebbe l'MPA non soltanto come il surrogato siciliano della Lega, ma una forza aggregatrice di diverse correnti politiche, che pescando da tutti i settori politici (dai DS ad Alleanza Siciliana), possa creare un polo siciliano, emancipato dalla CdL e dall'Unione, e far valere in maniera rilevante il peso politico della Sicilia in sede nazionale.

Esperimento fallito per poco a Mirabella Imbaccari, ma che sicuramente avrà un seguito.

Marco Falcone: per lui questa battaglia può essere paragonata ad un "all in".
Nel poker, l'all in e quella mossa con la quale il giocatore punta tutte le proprie fiche nel piatto.
Se vince, raddoppia il capitale. Se perde, stringe la mano agli avversari e si alza dal tavolo.

Vincere questa mano era questione di vita o di morte (politica, s'intende!) per Marco Falcone: sfidare da solo una falange di partiti e di onorevoli è stato un rischio, una manovra dall'esito non scontato, ma come dicevano gli antichi romani, "Fortuna audaces iuvat" e questa vittoria potrebbe porre le basi per un successivo salto di qualità nella carriera del nostro Assessore.

Potrebbe, perchè la politica siciliana è ricca di tranelli ed insidie e gli avversari hanno tante fiche da giocare e se necessario, da perdere.

A poker, come nella vita, non si diventa campioni vincendo una mano, ma soltanto quando si conquista il jackpot.

3 commenti:

Supersalvo ha detto...

Almeno siamo una bandierina. Prima non contavamo proprio!

Giuseppe ha detto...

Anche se in passato abbiato lottato contro,Stimo Marco per l'uomo che è... l'uomo vincente!!!
Dobbiamo essere fieri di avere un uomo come lui a Mirabella...
Redazione!!! se ci riesci senti il suo parere!!! sarebbe fantastico!!!
Ciao a tutti

Gattina82 ha detto...

Speriamo soltanto che non si monti la testa! Già si sentono voci di ingerenza nelle nomine. Cmq sarebbe bello se i politici comunicassero con noi direttamente sul forum.
Santo, che fine hai fatto? Mica perchè sono finite le elezioni è finito tutto! Su con la vita!