mercoledì, settembre 19, 2007

Grilli per la testa...

Cari Bloggers,

il V-Day è stato un successo. Ve ne sarete accorti dal fatto che tutte le TV ne parlino e che sia partito un'offensiva in grande stile per sviare l'opinione pubblica.

Giusto per tastare il polso: secondo voi, cosa ha proposto Grillo? Condividete le sue proposte? Perchè tutti i politici e tutti i media ne parlano senza entrare nel nocciolo della questione? Perchè non invitano Beppe Grillo ad una trasmissione televisiva e ne discutono di persona?

13 commenti:

Gattina82 ha detto...

Io penso che i media italiani siano una mafia a tutti gli effetti. Invitano personaggi di pochissimo spessore ed evitano Grillo, che soloconla sua presenza, farebbe un'audience pazzesca. Si vede che tutto deve tacere!

Redazione ha detto...

Off Topic: mi è arrivato u tentativo di phishing (truffa bancaria) fatto veramente bene. Il testo è:
Gentile Cliente,
Abbiamo ricevuto una segnalazione di accredito di Euro 129 ricevuta il giorno 18/09/2007 da UFFICIO POSTALE 13.55 ROMA. L'accredito è stato temporaneamente bloccato a causa delle fascie orarie, potrà ora essere verificato e successivamente accreditato sul suo conto postale:

Accedi a Poste.it » Acceda al servizio accrediti di Poste.it e verifichi le sue transazioni »

Cordiali saluti,

Poste Italiane

Il link vi chiederà di introdurre numero e password della vostra Postepay.
Non fatelo: i vostri soldi spariranno nel nulla!
Informate tutti coloro che possiedono una postepay!

Giuseppe ha detto...

Proprio ieri parlavamo di questo con i miei colleghi, e di come siano politicizzati sia i giornali che i telegiornali.
L'attacco del direttore di Rai 2 ieri con l'edizione delle 13, non ha fatto altro che aumentare la voglia di riforma dei Grillini... ma non è l'unico e nemmeno l'ultimo di una serie...
Parto con Casini e dei suoi discorsi da mafioso corrotto (chi fa parte del suo partito dovrebbe scendere in piazza e urlare IO sono la VERGOGNA della politica)
Prodi, che dichiara:I cittadini non sono migliori dei politici” - noi però se rubiamo andiamo in galera, voi al massimo a Porto cervo..
D'alema che fa l'imprenditore di Sinistra...
BASTA---
VAFFANCULO

Un abbraccio da roma
Peppe D'angelo

fil ha detto...

idem di peppe d'angelo..

fil ha detto...

Aggiungo. Anche il Tg1 ne ha dato prova. Avete visto che si è modernizzato? Riotta vuole farci credere che loro sono trasparenti solo perchè cambiano la grafica, come ha detto l'altra sera..'noi non siamo come quelli che risolvono i problemi con i vaff ma cerchiamo di essere trasparenti con la gente..' e in che modo? Se non parlate mai di disoccupazione, emarginazione, stipendi di politi...che informazione fate? Dite sempre le stesse cose..e quando parlate di mafia, camorra, sembra che sappiate cosa sia..ma non fate mai nomi, non fate inchieste..
Ormai la gente è stanca caro Riotta e voi, detentori di un potere che nessun popolo vi ha dato, cominciate ad avere paura!!!
ciao a tutti

bastianazzo ha detto...

Tutti a depistare e nascondere: secondo me, hanno paura, ma sono ancora troppo forti. Se Grillo avesse la possibilità di confrontarsi in TV per 2 ore con i politici...che spasso! Sarebbe meglio di una finale dei mondiali!
Altra chicca: avete seguito la storia di quell'imprenditore palermitano che ha indicato a viso aperto il suo estorsore? Qualcuno ha visto il volto del carnefice? Io no. Questa è informazione coraggiosa! Siamo alla frutta, e gli incazzati sono ancora troppo pochi per cambiare l'Italia. Perchè non si parla più di Mastella che porta il figlio e gli amici a guardare il GP a spese nostre (e che spese, visto che ci va con l'aereo grande, mica un piccolo jet).
Però su una cosa Prodi ha ragione: i politici non sono peggiori di chi li ha votati. L'UDC prende fior di voti, anche e soprattutto in Sicilia. Possibile che nessuno sappia niente? Nessuno sa che Dell'Utri è stato condannato per mafia, estorsione e frode fiscale? Nessuno sa che previti ha comprato le sentenze? Nessuno sa che Berlusconi occupa abusivamente le frequenze con rete4? Nessuno sa che D'Alema se ne vuole uscire dallo scandalo Unipol a tradimento?

Redazione ha detto...

Da www.sabinaguzzanti.it:

il pensiero unico in un paese in via di sottosviluppo

Se guardo un qualsiasi tg questo è quello che vedo. Una faccia da modello o da modella attempato/a che saluta e dice: “buona sera è di nuovo scontro sul ddl Boccelli detto “legge brodo”, domani le votazioni, il premier chiede compattezza. Poi parte il servizio di approfondimento che ripete quello che ha appena detto il mezzobusto con in più le cosiddette interviste. Il premier ha detto: “…efficace per la compattezza che è…” il portavoce dei ds dichiara: “un momento difficile ma non dobbiamo drammatizzare”, la Margherita “un passo avanti senza strappi traumatici”, per rifondazione invece si tratta di: “una battaglia sulle teste dei ceti già indeboliti” per i verdi: “un’ennesima vergogna” per l’Italia dei valori: “è necessario andare in fondo” per i socialisti: “ un’apertura”, per i radicali “vergognoso il modo in cui…” il portavoce di Fi chiede le immediate dimissioni del premier. per An: “una legge che favorisce i clandestini” “per l’udeur “una trappola ”, PER la lega “gesto criminale”, per l’Udc si tratta “ dell’ennesimo tentativo di bloccare la crescita del paese”
Questo collage surreale di slogan cretini si chiama “informazione pluralista”.

Se allora compri un giornale per capire meglio, trovi un bell’editoriale indignato di qualcuno a cui per ragioni impenetrabili e comunque indiscutibili è riconosciuta l’autorevolezza di indignarsi. Nell’editoriale si dice che abbiamo toccato il fondo e che stiamo superando un qualche limite etico che superato ci porterà a catastrofi istituzionali la cui dimensione è incalcolabile pure se hai, come chi scrive, il metro giusto e convalidato sia dalle tendenze europee che del mercato. Cita a sostegno della sua tesi: la guerra di sparta, un verso di Catullo e un passo del corano perfino. Nell’editoriale precedente c’era una battuta di Flaiano, un aneddoto su Churchil e un dato dell’Ocse sul fatto che i figli degli immigrati di due generazioni tardano ancora ad assimilare l’uso corretto dell’apriscatole.
Nell’editoriale ancora precedente aveva fatto un brillante paragone tra il caso Welby e Tony Blair esaltando la superiorità del mondo anglosassone, evocato dalla lettera “Y”, in quanto all’abilità di capire quand’è il momento di andarsene capacità che questo o quel ministro non riescono ad emulare.
L’editorialista concluderà con amarezza che purtroppo nessuno capisce quanto sia cruciale questo momento storico, i suoi per stupidità, gli altri per malafede. Questa amara conclusione viene subito confermata dal resto della prima pagina del suo stesso giornale che in pieno disaccordo con l’editoriale dà importanza a tutt’altri argomenti. Se il tema dell’editoriale è l’indipendenza dello stato rispetto alla chiesa, c’è una foto a tutta pagina del Papa e delle dichiarazioni sue e dei suoi ministri. Se l’editoriale si rammarica del basso livello dello scontro politico, degli insulti e delle polemiche sterili, in prima pagina ci saranno polemiche sterili appositamente commissionate dal suo stesso quotidiano.
Poi al lato in piccolo, un attentato in Iraq, un padre che uccide i figli o viceversa e a fondo pagina la notizia leggera: scoperto il gene della stitichezza o la storia dell’ultima rammendacalzini di Varsavia, o qualcosa sul Duce.

Verrebbe spontaneo suggerire all’uomo che sta dietro quelle parole così piene di angoscia di usare la sue capacità di persuasione per parlare coi suoi colleghi. Leggendo questi articoli viene spesso da pensare, ma non avete un’assemblea di redazione? Un sindacato? La domanda diventa ancora più difficile da formulare quando questi editoriali sono fatti dai direttori stessi del giornale. Come è possibile che a così gravi preoccupazioni non corrisponda una linea politica coerente? Non aiuterebbe in una situazione così critica la presenza di un quotidiano decente, onesto, che servisse da riferimento per l’opinione pubblica?

Ma se non ti arrendi c’è un’altra possibilità per capire. Cercare nelle pagine interne, l’articolo di uno dei due, massimo tre giornalisti-giornalisti, che il giornale ha assunto con tanto di contratto regolare e autorizzazione quasi piena ad esprimersi e che forse un giorno faranno un libro ma sanno già che non diventeranno mai direttori se prima non abiurano e ripudiano tutti i momenti di lucidità esperiti in gioventù. E bisogna pure cogliere il momento giusto per abiurare perché se lo fai troppo tardi rischi di non essere più merce appetibile. E sarà meglio magari preparare già dei discorsi critici contro il concetto di lucidità in sé, non c’è bisogno ancora di scrivere ma è bene che l’idea cominci a girare in testa. Questo darebbe un aspetto più colto all’abiura ed è importante non finire tra gli abiuranti di seconda categoria perché sennò tanto valeva continuare a fare il giornalista- GIORNALISTA. Nonostante tutti questi pensieri rumorosi che lo tormentano, il giornalista-giornaista riesce a scrivere un articolo in cui ci dice la vera verità. Un articolo che serve a decifrare anche l’editoriale, se non quello di quel giorno quello di uno o due giorni prima.
E la vera verità di solito è una ricostruzione più o meno prudente degli scambi che sottendono la discussione sulla legge. Per cui al lettore è richiesta un po’ d’attenzione: non è un articolo per tutti. Ti devi mettere lì, segnarti i nomi, anche leggere ad alta voce aiuta: dietro questo c’è quello, dietro quello questo, questo è l’oggetto da ripartire, queste le minacce realizzabili, queste le minacce per fare rumore. Tu ricostruisci lo schema e ti convinci di avere capito il ddl BoCCelli detto “brodo”.
Perché si chiama “brodo” pure ti viene detto. Tu pensavi banalmente che stesse a significare che era un decreto annacquato invece era ancora più banalmente riferito al brodo del menù della cena dove hanno iniziato le trattative.
Questa è l’informazione nel nostro paese. Poi è vero ci sono alcuni piccoli spazi di critica anche in tv, conquistati e conservati sempre con grandissima fatica, che denunciano e provano malefatte e disfunzioni di ogni genere e mai a queste denunce il giorno dopo seguono, smentite, spiegazioni, dimissioni o altro. Tutto cade nel vuoto.

Che siamo in un regime di tipo sovietico stalinista come dicono i berlusconiani o che sia un regime di ispirazione fascista o mafiosa o che ci sia una nuova forma di massoneria a spiegare le strane alleanze e la mancanza di logica in quello che accade fa poca differenza.
Su questo l’Italia “spaccata in due”, si potrebbe davvero sedere attorno a un tavolo, per una discussione che potrebbe pure essere moderata dall’Annunziata e rimanere comunque credibile.
Sarebbe possibile un accordo di larghe intese sulla ammissione che non è mai il meccanismo democratico che determina decisioni e incarichi in questo paese? Sul fatto che la situazione comincia ad essere davvero molto, molto buffa? Che c’è quel tipo di ridicolaggine, che nelle democrazie con tutti i loro difetti non si manifesta? Che tipo di regime è?
I fondi della scuola sono stati tagliati, quelli per la ricerca pure. Fondi della sanità tagliati, pensioni pure. Fondi per la cultura inesistenti. Le possibilità di avere giustizia poche. Le organizzazioni popolari, sindacato, partiti, club bocciofili, spariti. La polizia uccide e ferisce con una certa disinvoltura e sempre impunita giovinotti preferibilmente sotto i 21. Che tipo di regime è?
Per deduzione: non è il regime di un paese potente innanzi tutto perché quelli investono in ricerca e rappresentanza. Però l’Italia è un paese moderno e sviluppato. Allora sempre peR deduzione deve essere un regime di un paese in via di sottosviluppo. Siamo fuori dal mondo noi, viviamo in una bolla. E’ tutto per finta da noi. Chi siamo? Siamo morti e non lo sappiamo? Con quali soldi campiamo? Come è possibile che tutto ciò stia in piedi? Lo sapremo nella prossima serie di Lost?

Redazione ha detto...

Messaggio promozionale: domani, in allegato a "L'Unità", uscira a metà prezzo il libro di Marco Travaglio ed Elio Veltri "L'odore dei soldi".
Questo libro parla dell'origine alquanto dubbie delle fortune di Berlusconi. L'opera, all'epoca presentata su Satyricon da Daniele Luttazzi, provocò il famoso "editto di Sofia" che portò all'epurazione di Luttazzi, Santoro, Biagi. Per la cronaca, Berlusconi, Fininvest e Mediaset (uni e trini)hanno querelato gli autori e lo stesso Luttazzi per diffamazione. Tutte le cause sono state perse da Berlusconi, in quanto i fatti narrati corrispondono a realtà. I reati sono stati nel frattempo prescritti, ma questa è un'altra storia.

Che ne farete de "L'Unità"?
Togliete 4 pagine (scienze, cultura) e con il resto, puliteci i vetri.

Redazione ha detto...

Per approfondire:
http://www.marcotravaglio.it/casogiuffrida.htm

Redazione ha detto...

La reazione della RAI alle accuse di Sabina Guzzanti non si è fatta attendere:

"Comunicato Stampa del CdR del Tg1

Da Sabina Guzzanti offese ingiustificate al direttore e alla redazione del Tg1,
Il tg1 è impegnato in modo onesto e professionale a informare al meglio e tempestivamente milioni di telespettatori.
Il Tg1 può piacere o non piacere, ma non accettiamo insulti.
E’ falso affermare che abbia oscurato Grillo: abbiamo coperto e analizzato sin dall’inizio il fenomeno V-day e V-people in tutta la sua rilevanza. Facendolo sentire e vedere, raccogliendo le reazioni, dando atto dell’eco che producono le sue denunce. Come abbiamo fatto anche col libro di Stella e Rizzo sulla Casta, che siamo stati tra i primi a far conoscere ai nostri telespettatori. Come facciamo con tutto ciò che scuote, indigna e interroga la società e la politica.

Libera la Guzzanti di esprimere i suoi giudizi apocalittici, ma eviti quelli infondati e le offese: i Tg “indecenti” sono quelli che censurano e manipolano, quelli che ignorano come vive la gente e cosa succede nella società e nel mondo in cui viviamo. Fortunatamente non è il caso del nostro Tg.

E chi ci guarda lo sa.
Spiace che la Guzzanti, tornata sugli schermi Rai dopo un lungo e ingiusto ostracismo, ricevendo attenzione e pubblicità al suo film, abbia usato questa opportunità per rivolgere insulti rozzi e ingiustificabili a un’intera redazione del servizio pubblico.

Il comitato di redazione del Tg1"

Ma ecco la prova inconfutabile che Sabina Guzzanti ha detto la verità:

http://www.centrodiascolto.it/rassegna/viewtg.php?tg=1&data=2007-09-08&settore=2

Ooops!

giuseppe ha detto...

Grillo e grillini, guarda che polverone sta storia dell’antipolitica, staremo a vedere dove si arriverà, basta sono d’accordo con le tre proposte di Grillo,
1. via i condannati;
2. non più di due mandati elettorali;
3. e preferenza al candidato;
ma riguardo al primo punto, casi come quelli del Vice ministro Visco, illegittimo ma non penalmente rilevante, notizia di questi giorni offuscata dal Grilliamo, né parla solo il Giornale, come D’alema la camera non può pronunciarsi sulla questione intercettazione poiché all’epoca il vice premier era eurodeputato, solo due esempi di come funziona la magistratura in Italia.
Non è che si aumenterebbe il potere dei magistrati che in certi casi fa capire chiaramente da che parte sta?
Questo senso di superiorità intellettuale e morale della sinistra è quello che odio di più, comunque la preferenza e cioè il terzo punto credo che escluda il primo punto delle proposta di legge, tranne se si pensa che il cittadino voti con preferenza un condannato, e allora vaffanculo no?
Beh adesso che i grillini si costituiscono in partito inizia una fase molto interessante, vai…

Giuseppe Giustolisi

Supersalvo ha detto...

I magistrati sono sempre dell'altro partito quando attaccano un politico, ma quando attaccano tutta la classe, tutti i politici sono uniti. Berlusconi è solidale con D'Alema, Bertinotti con Mastella, Casini con Fassino...Che vadano tutti a casa e si ricominci con forze fresche. A quando la lista Grillo a Mirabella?

Redazione ha detto...

Le intercettazioni di Fassino (DS) e Cicu (FI) potranno essere utilizzate. Per D'Alema c'è stato un rinvio, visto che all'epoca dei fatti, egli era anche eurodeputato. Una sola immunità non basta ;-)

Il cittadino vota anche il condannato con la prefereza diretta: basta scegliere il collegio giusto! Basta vedere le statistiche dei quartieri "off-limits" di Palermo o Napoli. Tutti i condannati, inquisiti e prescritti eletti con ampio margine. Ma va che coincidenza!

BC